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venerdì, 28 febbraio 2020 17:32

1965, L’ANNO ZERO: INNI ROCK

A 55 anni dalla fondazione di FABI, ricordiamo gli inni rock che hanno segnato il 1965

Impossibile non pensare con nostalgia ad alcuni periodi della nostra vita, quelli che alcuni fortunati tra noi hanno vissuto e quelli che molti di noi avrebbero voluto vivere.

Il 1965 è uno di quei momenti, un anno spartiacque tra l’inizio del Decennio ereditato dal boom economico post-Guerra Mondiale e la fine dello stesso Decennio, quando speranza, amore e fiori verranno sostituiti dalle cupe nubi dei Seventies.

Un anno di clamorosa creatività, forse non per coincidenza l’anno della fondazione di Fabi. Un anno di inni rock memorabili.

Chi accende le radio 55 anni fa, o inserisce un vinile nel proprio giradischi, è trascinato nel sound fumoso, elettrico, perverso, malinconico e seducente del rock and roll di stampo anglosassone, sia esso statunitense o britannico, pronto a raggiungere il suo massimo splendore.

In un’epoca difficile ancora legata ai rigidi valori morali dell’epoca vittoriana, dove l’ipocrisia puritana o i timori della Chiesa additano i nuovi divi del palcoscenico come seguaci del Maligno, una vibrazione sempre più intensa sta iniziando a scardinare tutte le certezze pre-esistenti.

Non riesco a provare alcun piacere. Così canta Mick Jagger nel celebre brano “I Cant’ Get No Satisfaction”, iniziando a condannare simbolicamente molte di quelle situazioni quotidiane legate al consumismo in esplosione che non procurano nessun sentimento positivo alle nuove generazioni.

E’ una denuncia – decisamente non l’unica in quei mesi che faranno da apripista al Sessantotto – a un sistema sociale che, superati i drammi della Grande Guerra, si sta adagiando su se stesso, intontito dal nuovo benessere.

Una dichiarazione d’intenti rock di una delle due band di riferimento della Gran Bretagna cui non può non rispondere l’altra, addirittura pubblicando due album di culto in un’unica, fenomenale annata: i Beatles, con “Help!” e “Rubber Soul”, toccano alcune delle vette assolute della loro carriera, mettendo in poesia cantata il passato romantico con “Yesterday” e rivolgendosi all’oggi con una richiesta d’aiuto – “I need somebody! Help!” – quasi profetica alla luce dell’addio violento e tristissimo del leader John Lennon nel 1980.

Ai due gruppi leggendari del Vecchio Mondo fanno eco altri grandissimi del rock dall’altra parte dell’oceano. Bob Dylan con “Like a Rolling Stone” dipinge la metafora dell’uomo moderno, una pietra rotolante priva di una casa, solitaria e senza significato, rigettato dalla società e spogliato del suo status, ma c’è spazio anche per Barry McGuire, cantautore bianco dell’Oklahoma e per il suo inno di protesta verso un’America ancora allergica al rispetto dei diritti civili e catapultata in una delle guerre più atroci e insensate della sua storia, quella del Vietnam.

La sua “Eve of Destruction”, traducibile con “Sul Ciglio della Distruzione”, è la versione più famosa di una canzone che tanti hanno voluto cantare e reinterpretare e che in frasi come “Sei abbastanza grande per uccidere, ma non per votare” raccoglie il sentimento di rabbia, di frustrazione ma anche di radicale cambiamento dei giovani americani mandati a combattere i vietcong.

Anche il folk statunitense non si tira indietro in un periodo dove si sta facendo sentire forte il desiderio interiore di comunicare il proprio disagio, di annunciare il proprio malessere o la propria solitudine. L’omicidio-shock del presidente Usa Kennedy è distante solo due anni e “The Sound of Silence” di Simon & Garnfunkel sembra rielaborarne il lutto, annunciando l’arrivo di una nuova era, rivoluzionaria ma piena di ostacoli.

C’è spazio e successo anche per generi più leggeri, di cui l’Italia è maestra con Gianni Morandi, Adriano Celentano e Mina – pietre miliari ma solo pochi l’hanno già intuito – mentre dal Regno Unito anche gruppi meno appariscenti come i “The Animals” sfoderano il loro grido di battaglia, quel “Please Don’t let Me Be Misunderstood” che racchiude tutte le richieste di essere compresi della nuova ondata giovanile.

Un grido che gli Who, altra band inglese leggendaria, riprendono e ripropongono come un manifesto, dichiarando “La gente cerca di abbatterci solo perchè ce ne andiamo a zonzo”: è  rivolta alla “My Generation”, quella che nel 1965 sta iniziando a prendere coscienza del proprio ruolo nel mondo.

Peace and love folks.

Michele Pettene

mercoledì, 30 ottobre 2019 09:23

FABI City Style

Pratico ed al tempo stesso ricercato.
Il look adatto alla città richiede l’ unione di questi due elementi, punti cardine della moda di oggi.
City Chic allora, non più urban, perchè la differenza è nella sostanza.
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Si da il via a contrasti stilistici che partono proprio da l’ elemento essenziale per ogni tipo di outfit: la calzatura.
Fabi disegna un solo shoe-code.
Stivaletti, stringate, beatles sono i protagonisti dell’ autunno inverno 2019-2020, linee semplici e ricercate, frutto di una collezione che intende concepire lo stile come un concetto che va oltre ogni tipo di genere. Questo è il mood City chic, calzature ibride che creano outfit ricercati ed accattivanti, capaci di distinguersi per le frenetiche vie delle città.
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martedì, 08 ottobre 2019 16:14

JOY- FULL FABI FW-2019

Sei pronta ad indossare la sneaker che illuminerà gli outfit più cool della stagione FW-2019?
Una silhouette essenziale e voluminosa, tomaia in mesh, dettagli in pelle e tessuti tecnici arricchiti da pregiati strass, JOY è pronta a dare un tocco di glamour anche a scelte day to night.
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E poi… cosa da più #gioia di un bel paio di sneaker?
Comode e di tendenza vanno oltre il binomio sneaker/sport:
sono adattissime al lifestyle metropolitano, dove il tempo vola e non si ha tempo per il cambio di outfit. In vari colori, ora disponibili su Fabiboutique.com.
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mercoledì, 19 giugno 2019 14:22

Mocassini Fabi, dal 1965.

Non sono solo le scarpe più versatili di sempre ma anche tra i must have dell’ estate 2019.
I mocassini sono facili da abbinare e rappresentano il punto di partenza per un abbigliamento casual e raffinato. Perfetti per ogni occasione, dall’ufficio all’ happy hour al tramonto e per questo motivo sono indispensabili per il guardaroba.
Per Fabi i mocassini rappresentano un must have inossidabile, dal 1965 sono emblema di stile e qualità.
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La cura dei dettagli, il design elegante ed il sapiente uso di materiali pregiati, caratterizzano una scarpa leggerissima e confortevole, impreziosita dalla lavorazione Flex, Flex Goodyear e Super Flex.
La collezione è audace: cuciture a vista, fondi in gomma o in cuoio, con nappine o mascherina, lisce o arricchite dal logo.
Un grande classico che i Maestri di Monte San Giusto, grazie all’ amore per le cose fatte con passione, reinventano e rinnovano stagione per stagione.
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giovedì, 06 giugno 2019 09:23

CHALLENGE, sei pronto alla sfida?

È un successo che resiste agli stravaganti trend stagionali perché nasce dallo streetwear in pieno sneakersmania.
Un mondo active che richiede capi comodi, funzionali e versatili.

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La sfida è quella di trasformare queste calzature in veri e propri must-have, portandole in cima alla wish-list degli appassionati dello streetwear ma anche di chi indossa le sneakers in forma ibrida e trasversale, per un look mai banale, a cavallo tra il formale e l’ informale.
La Challenge di Fabi ha design semplice ed esclusivo, pellami pregiati come ad esempio i cervi rigorosamente tamponati a mano, che lasciano il sapore di una scarpa dal gusto vintage ma costruita su strutture e linee contemporanee, perfettamente al passo con i tempi.
Il fondo a cassetta Fabi light garantisce leggerezza e comodità.
Il risultato è una sneakers pregiata, super leggera che fa da traino ad una collezione tutta da scoprire su Fabiboutique.com.
Nuova stagione, nuova sfida!

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